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14 Dezember No non ho saltato il fosso... faccio sempre i miei benamati aerei solo che ultimamente ho avuto un ritorno di fiamma per le slot..Nooooo non le macchinette da gioco.. le automobiline! infatti vicino a casa mia a Mologno hanno messo su una pista da velocita della Noca e ci ho gia fatto un bel po di giri.. morale ho "aizzato" il Flash un mio amico e insieme abbiam o deciso di cercare i pezzi su ebay per fare una pista da rally a due corsie... questo l'anteprima... a presto lw news....
26 November Dopo lunga assenza ho rifatto comparsa su Modellismo più e sto rimettendo mano ai modelli piano piano. Le varie vicissitudini che ho passato ultimamente nn sto a raccontarle ma sono tante davvero, fatto sta che ora mi sto rimettendo in sesto e riazzerate varie cose sto ricominciando a vivere! Si il termine giusto è questo...infatti ho subito un brutto incidente con la moto, un braccio rotto ed R6 distrutta... ora sono convalescente e lunedi finalmente mi togono il gesso e comincerò la riabilitazione...poi la piccola di Monica, la ragazza con la quale cantavo, il 9 settembre se ne andata x sempre... a 4 anni è dura vedere uno scempio simile.credo che la cosa possa bastare x sparire da un blog no? cmq "the show must go on" e nn parlo di musica ma della vita!. Questi 2 fatti hanno un po cambiato il mio modo di pensare e vedere le cose...ora credo di essere piu riflessivo e di capire le persone che mi circondano piu di prima.Riguardo la "carriera musicale", Monica dopo la batosta subita ha deciso -spero per ora- di appendere il microfono al chiodo. Io cercherò di tirare avanti, sempre ammesso di trovare una voce giusta che oggi come oggi è merce abbastanza rara... infatti credo che sia molto difficile rimpiazzare lei. Boh staremo a vedere. L'importante come dico io, sopratutto dopo l'incidente in moto è poterla raccontare xke poteva andare molto ma m0olto peggio. Una cosa che invece nn mi passerà mai dalla testa è il seguente quesiti: perchè una bimba di 4 anni deve lasciare mamma e papà? questa, mi spiace, ma nn mi va giu...Se esiste un ESSERE SUPERIORE che ci ha donato la vita, pechè ce la deve togliere così presto? Questa ragazzi miei, nn riesco a mandarla giu! a presto lock on a tutti  Alfredo
09 April ....O meglio...come mai un modellista modifica un kit? La domanda mi sorge spontanea in quanto un modellista alle prime armi ( ma lui si crede nato imparato ..infatti prende delle legnate non indifferenti da me) se ne uscito cn questa domanda... Ma perchè mi fai rifare la vasca del 104 Hase? La risposta, dopo un attimo di stupore e riflessione perchè presumevo - e non mi dite Tu presumi troppo... non sono Obi wan Kenobi maestro Jedi.. anche se gli somiglio:-)- è stata... Secondo te? ora lo so che non si risponde ad una domanda con una domanda ma li ci stava bene e capirete.La sua risposta è stata Boh....se compravo un aggiuntivo in resina facevo prima e invece lo sto facendo con il plasticard. Bene ho spiegato. Esistono 2 correnti di pensiero secondo me. Una è quella che seguo io ovvero sono convinto che con una buona manualità e del plasticard si possono avere dei risultati eccellenti e lo dimostrano le gare che ho vinto. E' anche vero che gli aggiuntivi in resina ti sbrigano non di poco il lavoro ma siccome a me con la forca non corre dietro nessuno e me la cavicchio, sono della scuola Tutto cio che è piatto si può rifare con il plasticard. Senza contare che un foglio di plasticard con pochi euri si porta a casa e dura una cifra, mentre gli aggiuntivi constano un mutuo e al giorno d' oggi e poi da buon lucchese tutto fa brodo. E poi vuoi mettere la libidine di rifare un pannello strumenti in plasticard che comprarne uno gia fatto? e poi lo si trova il pezzo in questione? io sto tirando avanti con mooolta calma il mio Cl 415 e il pannello strumenti è stato rifatto in plasitcard. Ora lo so che a fusoliera chiusa si vedrà poco m a dato che lascio i finestrini e la botola sul tetto aperti, qualcosa si vede e ho optato per il bel foglio della Everegreen.. anche perchè non so se esistono gli aggiuntivi per il bimotorone...che tra l altro è tanto sgraziato quanto affascinante. Io credo che il CL 415 o lo ami o lo odi. Ok tornando al discorso del mio "allievo" la lezione è stata che Elena gli ha aftto vedere il cockpit del Tornado IDS della Hase in 72 ed è stata zitta sul chi aveva costruito il kit.. quando ha detto che lo aveva fatto lei ci è rimasto male e la scusa è stata .. Ma lei ha il maestro in casa... francamente credo che segherò il tipo in questione per un semplice motivo... quando si vuole imparare una cosa ci vorrebbe umiltà e non dire "io so fare tuttto e non ho bisogno di nessuno" anche perchè il tipo si è portato a casa unpezzo di plasticard e ha detto che farà un capolavoro... staremo a vedere . A presto gli sviluppi Lock-on a tutti  Alfredo 06 April Bene.. e dopo lo Spitfire ..la sua logica controparte ovvero il possente bf 109.dove i vari assi tedeschi si fecero le ossa a furor di abbattimenti. cavalieri del cielo come Galland Moelders Barkhon Hartmann e tanti altri che del 109 fecero un arma davvero letale...Un grazie a Wikipedia come fonte dell articolo Messerschmitt Bf 109
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Messerschmitt Bf 109 è il più noto caccia tedesco della seconda guerra mondiale e il più prolificoaereo da combattimento della storia, costruito in circa 33 000 esemplari. Prestò servizio tra il 1937 e il 1945
e si confrontò con una incredibile serie di avversari sempre più
agguerriti, che furono fronteggiati con continue modifiche e migliorie
oltrepassando di larga misura i limiti del progetto originale; alla
fine arrivò a raddoppiare il peso e triplicare la potenza originali, il
cui inevitabile scotto fu un'autonomia decisamente ridotta rispetto le
prime serie
Nei libri e nelle riviste viene a volte chiamato anche Me 109, dalla contrazione del nome del costruttore. La sigla Bf indica invece il nome della fabbrica di produzione (Bayerische Flugzeugwerke AG) che nel luglio 1938 mutò il nome in Messerschmitt AG.
Gli aerei progettatati da allora in poi assunsero la denominazione Me,
mentre quelli progettati in precedenza (comprese le varianti)
continuarono a chiamarsi Bf.
Storia
Gli esordi e la maturazione
Il Bf 109 lottò per affermarsi nel concorso per il nuovo caccia della Luftwaffe, ma senza troppi problemi.
La Heinkel era abbastanza ben piazzata per imporre il proprio He 112,
mentre le altre ditte proponevano macchine totalmente obsolete. Il
problema era che la Heinkel non aveva a sua volta una macchina
veramente valida e l'He 112 impiegò troppo tempo per maturare in
maniera interessante: Bf 109 del giovane ingegner Messerschmitt aveva
superato nel confronto in volo l'Heinkel, che addirittura precipitò
nell'esecuzione di una manovra acrobatica.
La macchina passò presto in produzione e inviata in Spagna nelle varianti B,Ce D. Nella Legione Condor
maturò ben presto in uno strumento bellico superiore agli altri, pur
non essendo il migliore né come potenza di fuoco né come
maneggevolezza, ma con un disegno complessivamente assai superiore a
tutti gli altri velivoli impiegati nel conflitto.
All'epoca della battaglia d'Inghilterra la versione più diffusa era oramai la E',
motorizzata da un Daimler-Benz DB 601. Aveva già sconfitto tutto quanto
gli era stato opposto, in special modo durante la campagna di Francia.
L'Emil, come fu soprannominata questa versione, dovette confrontarsi con il britannico Supermarine Spitfire Mk.I e con il meno veloce Hawker Hurricane.
Il Bf 109E primeggiava sullo Spitfire in velocità ascensionale ed
accelerazione, potendo fare affidamento su un propulsore ad iniezione
diretta; il motore dello Spitfire, il Rolls-Royce Merlin,
aveva invece carburatori a gravità, che davano problemi durante le
manovre a G negativi e che a volte causavano spegnimenti del propulsore
nell'eseguire picchiate violente. Il caccia tedesco però era inferiore
al caccia inglese in quanto a manovrabilità; inoltre aveva un'autonomia
ridotta, inconveniente che limitava la possibilità di prolungate le
azioni oltremanica. Il sottomodello E-7, con serbatoi da 300
litri aggiuntivi, arrivò troppo tardi per essere impiegato in quella
campagna. Nonostante il fondamentale svantaggio strategico di
combattere, per così dire, 'fuori casa' e la necessità di limitare il
tempo di permanenza in area di combattimento a circa 30 minuti(a causa
delle ben note carenze di autonomia) il Bf 109 uscì bene anche dalla
battaglia d'Inghilterra e, grazie anche alle tattiche più flessibili e
alla maggiore esperienza dei piloti tedeschi rispetto ai troppo rigidi
schemi inglesi, in termini numerici risultò vincitore,anche se di
stretta misura, nei confronti diretti sia contro gli Hurricane (338
aerei inglesi abbattuti da Bf 109 contro 142 Bf 109 abbattuti dagli
Hurricane) sia contro gli ancor più temibili Spitfire (242 contro 168),
con un rapporto complessivo a suo favore di 580 caccia inglesi
abbattuti contro 310 Bf109 perduti (rapporto di 1,8 : 1).
Dopo la battaglia d'Inghilterra si passò alla versione F (Friedrich),
dotata di un motore Daimler-Benz DB 601N da 1.300 cavalli, da 2
mitragliatrici da 7,9 mm in fusoliera e un cannoncino da 15 mm che
sparava attraverso il mozzo dell'elica. Il Bf 109F nella sua versione
tropicalizzata affiancò l'Emil sul fronte nordafricano: piloti come Marseille dimostrarono la sua sostanziale superiorità verso i velivoli nemici ed alleati.
Il declino
Nel 1942 entrò in servizio il Bf 109G (soprannominato Gustav),
forse la versione più famosa, dotato di un cannone MG 151 da 20 mm
inserito nel mozzo motore e da due mitragliatrici MG 17 da 7,92 mm e
con la possibilità di aggiungere altri due cannoni da 20 mm. in gondole
sub alari e di trasportare fino a 500 kg di bombe o razzi. Il motore era un Daimler Benz DB 605 da 1.475 cavalli.
Il Bf 109 si distinse anche sul fronte orientale, causando pesanti perdite nell'aviazione sovietica fin dal primo giorno dell'invasione di quel paese. Erich Hartmann, il più grande asso nella storia dell'aviazione con 352 abbattimenti, volò su di un Bf 109G dell'unita JG/52 in Russia.
Ora che gli Stati Uniti
erano entrati in guerra direttamente e che i Sovietici continuavano a
resistere, la Luftwaffe stava perdendo poco a poco terreno in ogni
teatro e l'offensiva dei bombardieri
pesanti angloamericani impose ai cacciatori tedeschi di battersi per la
difesa del territorio nazionale: il Bf 109 dovette evolversi da caccia
in intercettore. Le limitazioni dell'armamento base imposero di
utilizzare sul Gustav pod con cannoni aggiuntivi, razzi e
persino bombe a scoppio ritardato, grazie ai kit di modifica campali
("Rustaze") disponibili per quasi ogni tipo di apparecchio tedesco; ma
quando i bombardieri cominciarono ad essere scortati da caccia a lungo
raggio, le macchine tedesche sovraccaricate di armi iniziarono ad
essere massacrate in misura crescente. La mancanza di piloti addestrati
e di carburante fecero il resto.
L'ultima importante versione fu il Bf 109K (Kurfurst), resa operativa alla fine del 1944. Alcune sottoversioni utilizzavano una variante del Daimler Benz DB 605, che con l'iniezione di metanolo
poteva raggiungere i 2.000 cavalli di potenza. Era armato con 2 cannoni
da 15 mm e uno da 30 mm e la sua velocità massima era di 727 km/h. Il
Bf 109 K (Kurfust o Koenig) aveva però nelle sue ultime
versioni una scarsa affidabilità del motore ed arrivò troppo tardi per
dare un contributo importante alla guerra. Diversi 109 furono
utilizzati anche come caccia notturni, dotati di piccole antenne radar
e potenziati nell'armamento offensivo.
Dopo la guerra il Bf 109 fu paradossalmente usato anche da Israele, che lo impiegò nel modello derivato cecoslovacco Avia S.199 durante la guerra del 1948.
Il Buchon, invece, venne realizzato in Spagna e restò in linea fino alla fine degli anni '50
se non oltre. Mentre il derivato cecoslovacco faceva affidamento, per
sostituire il motore Daimler Benz, su di un altro propulsore tedesco,
lo Jumo, che però diede risultati mediocri, gli spagnoli della Hispano
Aviation unirono il Merlin inglese alla cellula base della macchina
tedesca. Ottennero così un ben superiore velivolo da caccia e attacco
al suolo, usandolo in varie campagne belliche nel Nord Africa con un
certo successo.
La tecnica
Progettato nel 1934 e costruito l'anno dopo da Willy Messerschmitt, il caccia fu inizialmente equipaggiato con uno Junkers Jumo 210 da 610 cavalli, nell'attesa della disponibilità di motori ben più prestanti. La macchina di per sé era estremamente semplice: monoplano, monomotore, monoposto, carrello retrattile a carreggiata stretta, piani di coda convenzionali e dotati fino al modello E di montanti di sostegno, mentre il carrello posteriore venne reso retrattile solo nei modelli F e K.
Era progettato per essere facile da costruire e riparare, molto robusto, immune da vizi di pilotaggio quali instabilità o autorotazione, e nel modello E,
aveva bisogno di sole 4.500 ore di lavoro per essere costruito (eccetto
gli accessori, quali il motore, costruiti fuori della ditta), mentre
nel modello G saliranno a 6.800.
L'elica divenne ben presto tripala metallica a giri costanti mentre originalmente era di legno a passo fisso.
Il motore DB 601,
forse il migliore al mondo della sua categoria, era eccezionalmente
compatto e occupava poco spazio nel muso. L'iniezione diretta
consentiva di far arrivare il carburante anche in picchiate sostenute
(nonostante le accelerazioni G
negative) ancorché questo implicasse una maggiore complessità
costruttiva. Ben apprezzata la possibilità di montare un cannone nel
mozzo dell'elica, tra le bancate dei cilindri del motore, anche se in
origine mancavano armi abbastanza affidabili per usarla (più che altro,
esistevano problemi di surriscaldamento).
Il tettuccio era totalmente raccordato con la fusoliera
e non consentiva una visibilità del tutto accettabile, ma il Bf 109 non
ebbe mai uno specchietto retrovisore come invece sui caccia
angloamericani era consuetudine, talvolta persino in quelli col
tettuccio a goccia.
L'ala
era monolongherone e di pianta trapezoidale ed ospitava le ruote quando
ritratte. Il serbatoio si trovava alle spalle del pilota, con la
capacità di 400 litri circa.
L'armamento basico comprendeva un paio di mitragliatrici nel muso,
talvolta altrettante nelle ali. In seguito vennero aggiunti cannoni,
razzi, bombe nelle configurazioni possibili dalla limitata carreggiata
del velivolo dovuta a quella che forse era la sua più grande
limitazione: la disposizione del carrello con ritrazione esterna, che
limitava per molti aspetti la sistemazione di armi e carburante dentro
e sotto una cellula tanto piccola.
Confronti
Video di un Messerschmitt Bf 109 in volo
Il Bf 109 combatté contro quasi ogni tipo di macchina bellica
avversaria degna di nota, e talvolta anche con o contro velivoli di
qualità trascurabili e non competitivi.
I suoi avversari più accreditati erano gli americani North American P-51 Mustang, il Lockheed P-38 Lighting, il Republic P-47 Thunderbolt, gli inglesi Hawker Hurricane e Supermarine Spitfire, i sovietici-russi Yakovlev Yak-9 e Yak-3. Tra i modelli alleati più consoni ad un confronto c'erano gli italiani Fiat G.55 e il M.C.205, oltre al connazionale Focke-Wulf Fw 190.
Rispetto a tutte queste macchine, il Bf 109 era apparso quasi sempre
molto prima. L'agilità era pari o inferiore in quasi tutti gli aspetti,
l'autonomia era la più bassa e la potenza di fuoco era migliore solo
con armi aggiuntive, e anche così non contro tutti questi tipi esisteva
tale superiorità.
Le prestazioni in termine di velocità erano invece tra le più
brillanti, almeno senza armi subalari, e la facilità di produzione in
serie era senza dubbio la migliore, ad esclusione forse dell'inglese
Hurricane.
Il Bf 109 era ancora necessario per la Luftwaffe, perché entro i
suoi limiti era un buon combattente, capace di garantire anche ad alta
quota quelle elevate prestazioni che invece il Fw 190 non riusciva a
mantenere, nonostante fosse una macchina superiore in praticamente
tutti gli altri aspetti (aveva una potenza di fuoco migliore anche del
Bf 109 con cannoni aggiuntivi, tra l'altro).
Il raggio di virata era abbastanza largo, ma non peggiore dei tipi
americani, mentre lo era rispetto agli inglesi e agli italiani.
Eccellente la velocità di rollio, benché qui il Fw 190 fosse pressoché
imbattibile. In superpotenza la velocità di salita e orizzontale era
straordinaria e in picchiata era capace di accelerare meglio di quasi
tutti i modelli alleati e nemici. Contro i caccia sovietici era
inferiore in agilità e prestazioni a bassa quota, ma dominava alle alte
quote e questo gli permetteva di scegliere quando picchiare sugli
avversari.
A parte la stretta carreggiata del carrello, era in genere una
macchina dal pilotaggio semplice e sicuro. Il suo limite maggiore era
semmai quello di non poter essere aggiornata a sufficienza poiché la
sua cellula era davvero troppo "stretta" per ospitare grandi
miglioramenti.
Sbagli di progettazione che i tedeschi fecero furono quelli di
adottare il carrello a carreggiata stretta con rientro nelle ali,
lasciare queste ultime senza aumenti di superficie, e togliere loro
qualsiasi arma interna. Se anche soltanto fossero rimaste due
mitragliatrici alari leggere o pesanti come anche i due vecchi MG FF,
la potenza di fuoco del caccia non sarebbe più dipesa quasi
esclusivamente dal cannone-motore oppure da pesanti pod sistemati sotto
le ali. Per fare un esempio, le mitragliatrici MG 151 erano troppo
grandi per essere ospitate all'interno delle ali, quando invece il Fw
190 ne portava due più 390 colpi per ala.
Il Fiat G.55 dimostrava chiaramente quali vantaggi vi fossero nell'avere ali abbastanza grandi da contenere internamente i cannoni calibro 20 mm, serbatoi ausiliari e un carrello a larga carreggiata. Ma anche prima di questo, il Dewoitine D.520
possedeva un'ala di simile superficie di quella del Bf 109, ma
progettata in maniera tale da avere due mitragliatrici, un serbatoio da
ben 120 litri e il carrello a larga carreggiata. Perfino lasciando da
parte la riprogettazione dell'ala e del carrello, le armi alari
avrebbero consentito una configurazione di quattro MG 17 e 1 MG 151,
oppure quattro MG 131 e un MG 151, o anche 1 MG 151, 2 MG 17-131 e 2 MG
FF dando alla macchina una potenza di fuoco accettabile senza
affardellarsi di cannoni aggiuntivi, troppo pericolosi da portare in
presenza di caccia di scorta.
La suddivisione del lavoro di difesa aerea, con i Fw 190 intenti a
distruggere i bombardieri e i Bf 109 a difenderli dalla caccia di
scorta, fu l'ultima spiaggia per la validità del bel caccia "classe
1935".
E fu in queste azioni che Hartmann riuscì ad accreditarsi secondo
alcuni autori dell'abbattimento di almeno cinque P-51 di scorta ai
bombardieri in un singolo giorno.
In Italia
Il Bf 109 servì anche nelle file della Regia Aeronautica. Dopo le prime interessanti esperienze come l'avioraduno di Zurigo del '37 e la guerra in Spagna, il Bf 109 venne valutato molto seriamente dalla Regia quando un Emil dimostrò al centro sperimentale di Guidonia i suoi bei 565 km/h di velocità massima nel 1940; la raccomandazione di un acquisto o produzione su licenza portò però ad un nulla di fatto.
Passarono i mesi e la palese inferiorità di materiale moderno che la
Regia aveva nei confronti di alleati e nemici continuava anche a causa
di un'industria nazionale incapace di produrre macchine davvero
moderne, anche quando la licenza del motore tedesco DB 601 venne
acquistata e i Macchi ne beneficiarono, mantenendo però armi e metodologie costruttive superate.
Visto che i caccia "serie 5" tardavano troppo, venne necessariamente
autorizzata la richiesta di Bf 109 che arrivarono ai reparti nel 1943,
ma quel centinaio di esemplari ricevuto vennero per lo più distrutti al
suolo durante l'estate di quell'anno dai violenti bombardamenti aerei,
e l'effettiva resa di quest'operazione fu piuttosto modesta.
Dopo l'8 settembre, la Repubblica di Salò si ritrovò con una piccola forza aerea, l'Aeronautica Nazionale Repubblicana,
che necessitava di caccia. Dopo la distruzione di gran parte delle
attrezzature per la produzione di tali macchine a causa dei
bombardamenti, i piloti italiani dovettero passare ai Bf 109
G-6/10/12/14 e qualche K-4. Alcuni gradivano di più questi velivoli,
anche perché si trattava delle versioni più recenti, ma molti invece
consideravano migliori le macchine italiane, anche se ormai le
possibilità di scelta erano esaurite e gli oltre 180 esemplari
consegnati furono usati intensamente fino alla fine della guerra.
L'ultima vittoria fu ottenuta nell'aprile del 1945 ai danni di un bombardiere Consolidated B-24 Liberator, il cui equipaggio presenziò poi al funerale di uno dei piloti (abbattuto dal bombardiere), l'ultimo caduto dell'ANR.
Complessivamente l'Italia ricevette oltre 300 Bf 109.
Riassunto delle versioni
Il Bf 109 non ha mai avuto un nome proprio di per sé, ma in compenso ogni versione (eccetto forse la T)
venne battezzata più o meno ufficialmente con un nomignolo che serviva
ad identificare la versione a cui le macchine appartenevano.
Innumerevoli le sottoversioni, i kit di modifica e altre migliorie,
usate spesso senza denominazioni ufficiali, che danno l'idea di come i
tecnici e il personale sul campo tendessero a spremere il meglio dalle
macchine disponibili in ogni situazione.
- Bf 109A Anton: era il modello di preserie.
- Bf 109B Bruno: la prima versione di serie con motore Jumo 210 e due o tre mitragliatrici MG 17.
- Bf 109C Caesar: simile al precedente, ma dotato di una coppia aggiuntiva di mitragliatrici MG 17 nelle ali.
- Bf 109D Dora: non molto diverso, introduceva piccoli miglioramenti, tra cui un nuovo carrello posteriore e un nuovo collimatore.
In tutto i Bf 109 con i motori Jumo furono almeno 600.
- Bf 109E Emil: il primo modello veramente maturo, impiegato tra il 1939 e il 1941 in migliaia (circa 4.000) esemplari, in diverse sottoversioni e numerosi adattamenti come cacciabombardiere (E-4B Jabo), ricognitore (E-5), tropicalizzato con filtri d'aria (E-4/Trop, E-7/Trop) etc.
- Bf 109F Friedrich: aveva molti affinamenti
aerodinamici e un motore DB 601N, poi sostituito con un altro DB 601
ancora più potente, per un totale di 1 350 PS.
Il muso e le ali erano smussati e ben raccordati, il ruotino di era
coda retrattile; le armi alari vennero soppresse perché, per la prima
volta, il cannone-motore era pienamente affidabile.
- Bf 109G Gustav: generale irrobustimento del
precedente, ritorno del ruotino non retrattile, motore DB 605 da 1.475
cavalli. È la versione più prodotta in assoluto, con punte di oltre
1.000 macchine mensili nel 1944.
Infinite combinazioni di kit di modifica furono applicati per ottenere
i migliori risultati possibili con le macchine disponibili. La velocità
variava tra i 650 e i 680 km/h,
620-650 con i pod contenenti cannoni subalari (versione R6). La
versione G venne testata dagli inglesi e la sottovalutazione di alcune
prestazioni viene attribuita a questo. Tanto per complicare le cose, il
caccia era dotato anche di dispositivi di sovrapotenza disponibili in
opzione o talvolta come standard, utilizzanti protossido d'azoto o
acqua-alcol. I sottomodelli più importanti erano il G-2, il G-6 e il
G-10.
- Bf 109H: concepito come variante del Bf 109F da alta quota,
aveva un'apertura alare maggiore e alcuni ritocchi nella fusoliera e
nello stabilizzatore. Ne vennero prodotti pochi esemplari che fecero
alcune sortite in Francia, ma il progetto venne annullato per problemi
nella stabilizzazione alare.
- Bf 109K Kurfurst: ultimo modello di serie, solo 700
macchine prodotte in un solo modello fondamentale, il K-4, estremamente
veloce e dotato di un cannone Mk.108 da 30 mm. Fu la versione più
potente ma anche la più pesante. Ritorno al ruotino di coda retrattile,
fattore comune, pare al solo F. Va detto però che il K era solo
una sorta di standardizzazione di un gran numero di modifiche che erano
apparse sul precedente Gustav nelle varie sottoversioni, per cui potrebbe essere che anche qualche G abbia avuto il ruotino retrattile.
- Bf 109T Toni (nome non confermato): versione dell'Emil per portaerei
con ali allungate per avere migliore controllabilità a bassa velocità.
Il progetto fu abbandonato con l'annullamento dello sviluppo delle
portaerei tedesche. Alcuni furono comunque prodotti ma usati da basi
terrestri.
- Bf 109Z Zwilling: versione sperimentale consistente
in due 109 uniti, con doppia coda dal solo alettone interno connettente
le due fusoliere e unione alare centrale (in maniera simile al North American P-82 Twin Mustang).
Ne furono proposte due versioni, un intercettatore ed un
cacciabombardiere con carico da 1,000 kg. Ne venne costruito un solo
esemplare che non venne mai impiegato poiché subito distrutto da un
bombardamento.
- Avia S.199: versione postbellica cecoslovacca costruita dalla Avia del Bf 109, con il motore Jumo 211 da 1.300 cavalli degli He 111. Soprannominato "Mulo", ebbe qualità di volo modeste ed era difficile a controllare. Furono prodotti circa 550 esemplari.
- Hispano Aviation HA 1112 Buchon: era il modello spagnolo rimotorizzato con vari propulsori fino a quando nel dopoguerra divenne disponibile il Rolls-Royce Merlin. Armato con due cannoni Hispano da 20 mm e razzi, venne costruito in oltre 170 macchine e usato fino al 1967.
08 Februar Ok... dopo lunga attesa voglio riapire un capitolo su questo blog che avevo iniziato un po di tempo fa.. ovvero la storia di aerei che vuoi per un motivo, vuoi per un altro, hanno fato la storia dell'aviazione.
Comincerò con il trattare i caccia della II G.M., un periodo dove l'aviazione fece passi da gigante passando alla formula biplana (leggi Gloster Gladiator e C.R. 32), ai primi arei a getto veri e proprio (Me 262 e Gloster Meteor tanto per citarne 2). Comincerò parlando del Supermarine Spitfire. L 'aereo fu progettato da Sir Reginald Mitchell e era un derivato i un idrocorsa il Supermarine SE5, progettato per correre e vincere la Coppa Schneider. Il primo prototipo K 5054, volò il 5 Marzo del 1936 con J. "Mutt" Summers ai comandi. Nel frattempo Mitchell aveva affrontato gravi problemi di salute, infatti fu operato di tumore nel 1933, malattia che si ripresentò e lo portò alla morte l' 11 Guingo 1937 a soli 42 anni. Aveva visto volare quello che divenne il suo capolavoro e uno dei migliori ed eleganti aerei a combattimento mai generati. Infatti le linee dello "Spit" erano e sono davvero belle ed eleganti, tant'è che nemmeno sembra un aereo da guerra.
TECNICA
Il prototipo dello Spitfire venne presto seguito dai modelli Mk.I di serie. Si trattava di una macchina avveniristica per l'epoca, il cui progetto era molto innovativo e presentava alcuni punti in comune con il suo futuro nemico, il Messerschmitt BF 109 già in volo dall'anno prima, ma con ancora dotato del vecchio e meno potente motore Junkers Jumo. In ogni caso fu il secondo caccia monoplano prodotto per la RAF, ma il primo con struttura interamente metallica. Quest'ultima era moderna sia come aerodinamica che come materiali impiegati, ma anche notevolmente complessa, con un gran numero di parti. Per questo motivo la costruzione richiedeva molto tempo e poco si adattava alla produzione in grande serie. Il totale di esemplari costruiti sarebbe diventato alla fine elevatissimo, ma per impostare la catena produttiva ci fu bisogno di un lungo lavoro di industrializzazione. Nonostante la complessità della macchina e il gran numero di centine, longheroni e connessioni, tutta la struttura era stata pensata per essere estremamente leggera. Malgrado un'elegante ala a pianta ellittica (di gran lunga la caratteristica più eminente del progetto, anche in termini visivi) della superficie di oltre 22 m² e dimensioni generali piuttosto generose, la massa era paragonabile a quella del Bf 109E dotato di una simile potenza motrice, ma molto più piccolo. L'ala di per sé aveva una struttura interna monolongherone, con un falso longherone posteriore, e circa 30 centine a traliccio, senza stampati metallici. Aveva un ridotto spessore percentuale e una resistenza ridotta, e nondimeno, nella sua parte centrale aveva ancora uno spessore elevato, sufficiente per ospitare l'armamento e le ruote del carrello, una volta retratto. Il carrelo era alto dal suolo e con una carreggiata molto stretta, con perni di rotazione sotto la fusoliera. A differenza del Bf 109 esso non aveva una marcata inclinazione laterale per aumentare la carreggiata, così le manovre a terra dovevano essere fatte con molta attenzione. La meccanica di retrazione del carrello era pure rudimentale, con una pompa a mano necessitante di 48 giri per assicurare la retrazione. L'abitacolo disponeva di un sedile in bekelite, di parti trasparenti in perspex, di comandi di tipo piuttosto convenzionale, principalmente una cloche con impugnature "a badile" situata al centro, e collegata a comandi azionati da cavi d'acciaio. Gli alettoni erano di tipo Frise, non erano dotati di trim, ma si poteva regolare a terra il bordo d'uscita una sola volta. Timone ed elevatore erano mossi da catene chiuse di cavi d'acciaio, duplicati per sicurezza, e incrociati per ottenere il corretto movimento dell'elevatore. Sui comandi di coda il pilota poteva agire anche con i trim per regolare gli assetti di volo, mentre è interessante rimarcare che i controlli di coda erano metallici, ma rivestiti (sia timone che equilibratori) in tela. Tuttavia in alcune versioni il timone era fatto interamente in legno, più pesante ma senza la perniciosa tendenza a gonfiarsi ad alta velocità con conseguente indurimento dei comandi. Il tettuccio era molto aerodinamico ma troppo angusto per assicurare la migliore visibilità. Malgrado la velocità arrivasse a circa 580 km/h, anche la manovrabilità era eccellente, in quanto lo Spitfire non ebbe mai la necessità di scegliere, a differenza di molti altri tipi (Zero, Bf 109) tra una elevata velocità e la manovrabilità estrema, avendo di base uno dei migliori compromessi realizzati. Non tutto l'equipaggiamento dello Spitfire era moderno: l'elica in particolare era obsoleta. L'Mk.I aveva una semplice elica bipala in legno, a passo fisso. Essa era economica e pesava appena 37 kg ma non era certo ideale per una macchina tanto prestante (le eliche a passo variabile hanno un rendimento migliore perche adattano l'incidenza della pala alle varie condizioni di volo; basso valore di passo per decollo e salita e alto per la crociera), con giusto un'ogiva aerodinamica a copertura del mozzo dell'elica. La blindatura era assente sia per il pliota che per i serbatoi, una soluzione adottata in funzione di una struttura leggera che non compromettesse le prestazioni, ma che d'altro canto generava una cellula non troppo robusta, specialmente sulle prime versioni.I flap (ipersostentatori del bordo d'uscita), totalmente metallici, erano due per ala, e avevano solo due posizioni, aperti o totalmente chiusi. Non potevano essere usati per le fasi di decollo, mentre questo venne reso possibile con la versione navalizzata: il Seafire grazie all’installazione di una posizione intermedia di 18 gradi.L'impianto idraulico era dotato di una pompa azionata dal motore con 1 800psidi pressione e veniva usato per il solo carrello dal MkII in poi.L'impianto pneumatico aveva due bombole e azionava freni, flap, armi ed altri dispositivi. L'impianto carburante era dotato di un paio di serbatoi da 218 e 168 litri, posti uno sull'altro a metà fusoliera, giusto davanti all'abitacolo. Essi erano originariamente privi di protezioni, ma in seguito vennero sia protetti che integrati da unità aggiuntive esterne, fino ad un massimo di 773 litri, con la possibilità di aumentare ulteriormente la dotazione grazie ad un serbatoio interno, situato nel lungo elemento posteriore di fusoliera, con altri 132 litri. Il motore era un Rolls Royce Merlin a 12 cilindri a V, originariamente alimentato da carburante a 87 ottani, poi aumentati a 100 ed infine sperimentando rapporti di compressione maggiori, con carburante a 130-150 ottani. Il radiatore era posto sotto l'ala destra e usava una miscela 70% di acqua e 30% di glicole etilenico il cui serbatoio era sistemato dietro all'elica, mentre l'olio di lubrificazione aveva un serbatoio sotto il motore, dove era posta anche lapresa d'aria del carburatore. L'elica era inizialmente una bipala in legno, poi sostituita da una Rotol, metallica a tre pale a due passi, e a giri costanti.Standard era anche la dotazione di strumenti come la radio rice-trasmittente e almeno due bombole di ossigeno per il volo ad alta quota. Al'epoca (metà anni 30) nessuno dei due sistemi era usuale sui caccia.
La battaglia d'Inghilterra e l'Mk.II ]
La battaglia d'Inghilterra nel periodo tra il 10 luglio 1940 ed il 31 ottobre 1940 vide lo Spitfire impegnato in scontri durissimi con i Messerschmitt Bf 109; anche a causa delle tattiche troppo rigide della RAF rispetto agli schemi estremamente flessibili dei tedeschi, in questo periodo si persero 352 Spitfire, con un rapporto vittorie/sconfitte leggermente negativo rispetto al Bf 109 (1,4:1); 242 Spitfire abbattuti da Bf 109 contro 168 Bf 109 abbattuti dagli Spitfire. Si ricorda che i numeri di questa battaglia, come quasi ogni altra combattuta nei cieli non sono univoci e le perdite in combattimento riportate spesso non comprendono le macchine perse per incidenti, quelle gravemente danneggiate in azione oppure distrutte al suolo. In ogni caso gli Spitfire consegnati durante la Battaglia, tra nuovi e ricondizionati, ammontarono a oltre 400 pertanto non vi fu mai una carenza di macchine, grazie anche al vero mulo della RAF, l'Hurricane, di cui a tutto agosto vennero prodotti 2 300 esemplari (1 800 dopo lo scoppio della guerra, dato che al 1 settembre 1939 i dati parlano di 497 apparecchi). Nonostante le difficoltà lo Spitfire ed i suoi piloti si dimostrarono all'altezza della sfida e diedero un contributo fondamentale alla resistenza del Fighter Command durante la battaglia. Le prestazioni dello Spitfire Mk.I e del Messerschmitt Bf 109E erano molto simili. Il primo aveva un miglior raggio di virata ed era decisamente più veloce a bassa quota mentre il secondo aveva una velocità variometrica maggiore ed era leggermente più veloce ad alte quote. Il motore Daimler-Benz DB 601A aveva il vantaggio dell'iniezione di benzina che permetteva all'aereo di andare in g negativi (accelerazioni nella direzione piedi-testa, ovvero gettarsi in veloci picchiate) senza perdere potenza. Il Merlin aveva un carburatore alimentato da vaschetta con galleggiante che rendeva necessario all'aereo manovrare più a lungo per rovesciarsi prima della picchiata, evitando così lo spegnimento del motore per una mancanza di alimentazione. In questa fase della guerra fu introdotta la versione Mk.IB che si differenziava per la presenza dei cannoni alari anche se non erano ancora messi a punto. Questi erano nominalmente molto più potenti dei 20 mm tedeschi MG FF, in quanto erano armi recenti ideate dalla Hispano-Suiza nei tardi anni '30. I francesi non fecero in tempo a produrne un gran numero prima della caduta di giugno, ma gli inglesi ne acquisirono la licenza di produzione e cercarono di migliorarlo soprattutto ad affidabilità, come anche nella dotazione di munizioni limitata ad un tamburo da 60 colpi. Ma i primi effetti non furono positivi. I cannoni sistemati nelle strutture alari tendevano ad incepparsi per ogni sorta di problema, ma in particolare perché durante le manovre di combattimento le ali, non sufficientemente rigide, tendevano a deformarsi scollegando i meccanismi di alimentazione del cannone. Gli Spitfire Mk.IB vennero introdotti in servizio durante la battaglia, ma l'operatività era molto opinabile. In una occasione, per esempio, uno dei cannoni di un caccia si bloccò dopo appena un colpo, l'altro sparò 30 proiettili ma il bombardiere tedesco non venne abbattutto, così che furono necessarie le mitragliatrici di altri apparecchi per distruggerlo. Alla fine, molti reparti ritornarono agli spitfire con mitragliatrici, in quanto otto di queste affidabili armi erano preferibili a due soli cannoni,con poche munizioni e per giunta inaffidabili. Nel giugno 1940 arrivò, a quattro anni di distanza dal volo, il vero 'Spitfire' pienamente operativo, l'Mk.II. Questo era dotato di un motore Merlin XII con una potenza di 110 hp maggiore, che utilizzava per il circuito pressurizzato di raffreddamento, per la prima volta, una miscela di acqua e glicole etilenico. Tutti i precedenti miglioramenti sperimentati sull' Mk.I vennero pure adottati, e il tempo di salita a 6100 m. venne ridotto a circa 7 minuti al peso di 2.800 kg, quello del velivolo totalmente equipaggiato. Solo dall'agosto del 1940 iniziò il servizio con l'611 Sqn. cosicché, nonostante la produzione iniziata appena prima della Battaglia d'Inghilterra, il grosso dello sforzo venne svolto dall'Mk.I, soppiantato solo a partire da settembre, quando era oramai fuori produzione. In seguito, gli Spitfire iniziarono l'offensiva contro gli obiettivi tedeschi in Francia. Per questo vennero utilizzati Spitfire speciali, che utilizzavano uno strano sistema per incrementare l'autonomia: un serbatoio da 182 litri sotto l'ala sinistra, che li sbilanciava e ne riduceva le prestazioni a meno di quanto possibile con gli Spitfire Mk.I. L’ installazione era obbligatoria perché non vi era modo di raggiungere le distanze necessarie con i caccia standard. Le missioni offensive erano condotte in una situazione di superiorità numerica, spesso con formazioni miste con gli Hurricane. Queste missioni erano nominate 'Circus' e compresero, come massimo sforzo l'attacco alla centrale elettrica di Colonia, condotto da oltre 50 Bristol Blenheim dei quali 10 abbattuti, assieme a 4 Spitfire. Queste azioni continuarono durante quasi tutto il 1941, fino a quando il Bf-109F e il FW-190 misero fine alla carriera dell'Mk.II a lungo raggio. Il progetto del Mk.III invece risultò rallentato da situazioni contingenti con il risultato che solo 2 esemplari di Mk.III furono costruiti. Il motore Merlin XX era capace di esprimere circa 1280 hp ma sebbene questo fosse un netto miglioramento, esso venne destinato all'Hurricane. Infatti questo aveva un'aerodinamica meno raffinata e necessitava di maggiore potenza per ottenere le stesse prestazioni. Dal momento che l'Hurricane era ancora un velivolo numericamente fondamentale e di facile produzione, la precedenza venne data a questo e lo Spitfire rimase come modello di punta per la caccia inglese. Così, dopo che la RAF aveva vinto la battaglia di Inghilterra, il nuovo Bf 109F risultò di gran lunga superiore. La macchina tedesca aveva tuttavia dei gravi problemi iniziali con mortali cedimenti della coda ad alta velocità, e mancava di un motore di maggiore potenza. Ma nondimeno, i nuovi Bf 109 era potenti e superiori alla caccia britannica contemporanea. In pratica si passò direttamente al Mk.V che tornò ad avere prestazioni uguali se non superiori soprattutto ad alte quote.
Spitfire V
Maggior produzione ebbe l'Mk.XIV, introdotto in servizio dal 1944, ma mai capace, per il ritardo nella produzione di massa, di sostituire totalmente gli Mk.IX. Esso era in grado di combattere ogni avversario, inclusi i FW-190D e Bf-109K. Fu anche il primo aereo inglese ad abbattere il caccia a reazione Me.262. La velocità massima di 650 km/h a bassa quota alla massima potenza ed gli oltre 700 in quota erano notevoli, ma la salita non era necessariamente migliore di quella del più leggero Mk.IX e tantomeno lo era la maneggevolezza. Si riconosceva per la coda più larga e per le 5 pale dell'elica, necessarie per assorbire l’aumento di potenza del motore senza raggiungere velocità pericolose dell’estremità delle pale. In Europa si era giunti intanto al Mk.XIV che bombardando le installazioni in Francia preparava la strada per lo sbarco alleato in Normandia del 6 giugno 1944. Quel giorno il comando RAF utilizzo in totale 57 squadroni di Spitfire e 4 di Seafire in compiti di varia natura dalla copertura alle prime squadre sbarcate, al pattugliamento dei carichi che giungevano dall'Inghilterra sulle coste francesi. Anche in questo caso gli Spitfire Mk.IXB del 222esimo squadrone furono i primi aerei alleati ad atterrare per un rifornimento nei territori precedentemente occupati a St. Croix sur Mer.
Spitfire Mk.IX atterrano il 12 giugno 1944, per il rifornimento alla base approntata presso Croix sur Mer, Normandia, Francia.
Il 17 luglio gli Spitfire del 602º squadrone ebbero la possibilità di uccidere il maresciallo Rommel ma la volpe del deserto se la cavò con numerose ferite alla testa. Durante la ritirata tedesca gli Spitfire e i Tempest bersagliarono le divisioni in rotta provocando perdite pari a 8 divisioni di fanteria e 2 corazzate. Fu una lezione dell‘uso della superiorità aerea e i piloti RAF potevano essere costretti a uscire in missione anche 6 volte al giorno. I lanci delle V1 furono il successivo problema che gli Spitfire dovettero affrontare. Per far ciò furono adattati alcuni Mk.IX i Mk.XII e XIV in modo da avere velocità sufficiente. In questo compito furono affiancati dai veloci Hawker Tempest. Inoltre furono impiegati contro le postazioni di lancio sul continente ancora occupati. Data la necessità di disporre di caccia aggiornati per combattere l'evoluzione della caccia avversaria, i tecnici della Supermarine e della Rolls-Royce (per i propulsori) lavorarono duramente per migliorare lo Spitfire Mk.I/II che aveva combattuto nella battaglia d'Inghilterra. Il primo sviluppo non fu perseguibile in quanto lo Spitfire Mk.III era dotato di un nuovo modello di motore da 1.280 CV che però risultava drammaticamente necessario per l'Hurricane, altrimenti totalmente obsoleto, pur essendo presente in gran numero di esemplari. Venne prodotto tuttavia un nuovo modello di Rolls-Royce Merlin dalle prestazioni ancora più spettacolari, grazie ad alcune modifiche che consentivano di sviluppare circa 1.000 cavalli di potenza alle alte quote contro i precedenti 500. I primi Mk.V furono introdotti nel 1941 ed erano dei Mk.I e II riadattati e questa fu la versione più prodotta dello Spitfire. Dal 1940 inoltre questi caccia furono dotati di radio VHF e fu finalmente migliorato il problema del carburatore, ma non ebbe mai caratteristiche paragonabili alle macchine con motori ad iniezione.
Uno Spitfire Mk.V mostra la forma ellittica delle sue ali
Il risultato fu un caccia molto simile al precedente nei suoi elementi costruttivi base, ma con un propulsore che rappresentava una sostanziale evoluzione del precedente Merlin di prima generazione: con una potenza ufficialmente dichiarata di 1.440 cavalli invece di circa 1.020-1.100 come nei tipi precedenti, nonostante l'incremento di peso di circa 300 Kg (a vuoto era di circa 2.400 kg, a pieno carico di 3.000 ) la velocità massima aumentò da 560-570 km/h a 600 (i valori precisi dipendono in realtà da un insieme di fattori, quali la sottoversione, gli equipaggiamenti, il peso al decollo etc.) e il tempo di salita a 6.090 metri fu mantenuto attorno ai 7 minuti. La quota di tangenza pratica si portò invece a circa 11.000 metri, un migliaio oltre il precedente standard. I miglioramenti quali il vetro blindato, l'elica tripala a giri costanti Rotol (227 Kg contro i 43 del tipo bipala ligneo), il seggiolino blindato (33 kg nei modelli originari), l'IFF (18 kg di peso) e molto altro ancora, furono mantenuti. In più vennero aggiunti nei modelli Mk.VB e C i cannoni Hispano Suiza da 20 mm (sia pure all'inizio con un caricatore a tamburo da 60 colpi) al posto di quattro delle otto Browning da 7,7 mm. Presto apparvero anche attacchi per bombe, filtri antisabbia e una versione imbarcata, il Seafire Mk.I. In servizio dall'inizio del 1941, lo Spitfire Mk.V fu l'anno dopo il primo tipo che venne impiegato anche nel Mediterraneo, per opporsi ai Bf 109F e ai Macchi M.C.202 nella difesa di Malta, poi in Nord Africa e infine nella campagna d'Italia. Ancora nel 1943 lo Spitfire V era uno dei principali modelli e un suo diretto derivato, l'Mk.IX con un nuovo Merlin da 1.650 cv, lo stava affiancando. L'Mk.VIII fu invece molto meno diffuso, in quanto era una riprogettazione totale del caccia inglese. La produzione totale era di circa 6.500 esemplari, contro meno di 1.800 dell'Mk.VIII e circa 5.600 dell'Mk.IX. In azione, lo Spitfire Mk.V si rivelò all'altezza dei migliori avversari, capace di superare in maneggevolezza il Bf 109F (comunque meno armato) e in potenza di fuoco, e probabilmente in prestazioni ad alta quota, l'M.C.202. Nell'insieme si trattava di un velivolo all'altezza dei migliori caccia con motore in linea a livello mondiale. La versione tropicalizzata con filtro Vokes era tuttavia seriamente impedita nelle prestazioni di punta, con un massimo di circa 580 km/h e un tempo di salita a 6.100 m aumentato a circa 8 minuti. Questo non aiutava certo a contrastare i caccia più potenti, e in particolare il Bf-109F-4, il caccia preferito dall'asso Hans-Joachim Marseille, era un avversario più che potente già contro lo Spitfire V standard e la versione tropicalizzata era ancora praticamente inalterata in termini di qualità di volo, portando la differenza di velocità a valori ancora maggiori di quella originale (variamente indicata a 628 o addirittura, secondo la documentazione tedesca originale, a 670 km/h), mentre la salita a 7.000 m era eseguibile in poco oltre 7 minuti. Anche la robustezza strutturale era maggiore nel caso dell'aereo tedesco, ma quello inglese risultava ancora di qualcosa superiore in agilità, raggio d'azione e armamento. Con lo Spitfire Mk.V iniziò una serie di modifiche per i più vari impieghi. Malgrado i primi modelli erano ricavati da cellule di Mk.II, la sua versatilità era realmente notevole. Ne vennero costruiti con ala allungata -HF, con ala media e con ala tronca, LF (Low-(level)-Fighter). Questo aveva una miglior velocità di rollio e grande maneggevolezza a bassa quota, ma da 3.600 m cominciavano a diventare inerti ai comandi. I modelli Mk.V vennero dotati di vari armamenti, come le 8 mitragliatrici da 7.7 mm ma ben presto iniziò la produzione con ala 'universale' 'C Wing' (cioè in grado di montare differenti armamenti in ambiente operativo). La versione 'A' montava 8 mitragliatrici Browning (300 colpi ciascuna), la 'B' 2 cannoni Hispano Suiza Mk.II con caricatore a tamburo da 60 colpi e 4 mitragliatrici con 350 colpi, mentre la 'C' poteva utilizzare sia la configurazione 'A' sia la 'B' ma in pratica venivano montati 2 cannoni con l' alimentazione a nastro da 120 colpi e 4 miragliatrici con 350 colpi. Questo rendeva finalmente migliore l'autonomia di fuoco, prima di appena sei secondi, dei cannoni e li rendeva più affidabili e meno ingombranti. Normalmente vi erano solo 2 cannoni, ma in teoria ve ne potevano essere istallati quattro. Le bombe furono adottate, come standard, con l'Mk.VC. La dotazione era di 2 armi da 250 libbre (113 kg) sotto le ali o una di peso doppio sotto la fusoliera. Lo Spitfire non fu mai un buon cacciabombardiere, specie per via dell'instabilità con le bombe a bordo, e per lo stretto carrello d'atterraggio. L'Hurricane era disponibile e stabile per cui lo Spitfire venne poco utilizzato in questo ruolo, anche perché in Mediterraneo non ve ne furono mai molti (circa 200 in simultanea) a tutto il 1942, mentre il contrasto alle macchine da caccia dell'Asse era un compito prioritario. Oltretutto lo Spitfire era piuttosto vulnerabile e fragile in termini di motore e struttura e questo non aiutava il successo nelle missioni di attacco al suolo. La versione imbarcata Seafire I era anch'essa una derivazione dell'Mk.V. Il debutto avvenne in Algeria durante l'Operazione Torch, e nel primo giorno le varie battaglie aeree misero a dura prova la modesta linea di 36 Seafire. La prima vittima fu un bombardiere di costruzione americana DB-7, ma alla fine della giornata non meno di 12 Seafire erano andati persi per varie cause. Le missioni con una macchina dotata ancora di un'ala non modificata (eccetto l'importantissima capacità di utilizzo degli ipersostentatori in atterraggio) e con un carrello piuttosto fragile erano nell'insieme difficili tanto che nelle missioni durante lo sbarco a Salerno, nel settembre 1943, circa 40 macchine vennero perse per incidenti su un totale inizialmente schierato di 126. L'intercettazione ad alta quota era certamente una delle migliori per le capacità dello Spitfire. Per migliorare fino a livelli stratosferici le capacità dell'Mk.V vennero istallate ali di maggiore apertura, elica quadripala, riduzione dell'armamento a due cannoni e altro ancora. Sia esemplari inglesi che della Western Air Force, basata ad Alessandria, vennero modificati in tal modo soprattutto per contrastare i ricognitori Ju 86R, delle macchine realmente straordinarie che, seppure basate su di un modello piuttosto vecchio erano state potenziate come ricognitori strategici con abitacolo pressurizzato. Una delle missioni ebbe successo ad oltre 12.000 metri di quota, ma vi sono testimonianze anche di azioni oltre i 13.000 metri che risultano tre le più elevate, se non le più elevate in termini di tangenza, mai avvenute durante il conflitto. Lo Spitfire Mk.V, nell'insieme uno dei più tipici tra le varie versioni e quello prodotto in maggiore quantità, si dimostrò nell'insieme una macchina di notevole successo. Trovò però, sempre nel 1941, un insuperabile avversario nel Focke-Wulf Fw 190 tedesco, appena entrato in servizio a metà del 1941 e che sarebbe stato un degnissimo avversario anche del successivo Mk.IX. Pare che già nel primo scontro i Fw 190 abbatterono senza perdite 3 Spitfire, ma vi furono risultati di questo tipo anche in seguito. Solo oltre i 9.000 metri lo Spitfire Mk.V poteva competere quasi alla pari con il FW 190. Ancora durante lo sbarco a Dieppe gli Mk.V erano il caccia britannico standard e lo scontro con i tedeschi fu molto duro, con la perdita di decine di apparecchi nonostante una netta superiorità numerica. Anche i tedeschi subirono alcune perdite, tra cui un FW 190 abbattuto da Johnnie Johnson, uno dei migliori assi inglesi. Un compito diverso e non meno ingrato fu quello di combattere contro i giapponesi. Diversi squadron della RAF vennero schierati, nel 1943, in Australia. Anche se risulta che i caccia britannici abbiano ottenuto successi contro i velocissimi Ki-46 da ricognizione (di cui dichiararono 18 abbattimenti complessivi), il loro effetto contro le formazioni di caccia e bombardieri giapponesi, nelle missioni su Darwin, fu molto minore, e le perdite furono devastanti. In tutto vennero persi per varie cause 38 Spitfire su circa 100, ma le vittorie in combattimento, (a parte gli aerei giapponesi persi per altre cause come la mancanza di carburante)), furono solo una dozzina. Solo tre i Mitsubishi Zero abbattuti dagli Spitfire in scambio di circa 21 Spitfire. Anche i Nakajima Ki-43 ottennero un risultato di 2 a 1 in una singola missione in cui venne usata l'aviazione dell'Esercito. Tali deludenti risultati furono oggetto di molte critiche. Sembrò davvero difficile che gli Spitfire guidati da piloti esperti e con guida radar di terra fossero, persino ad alta quota, surclassati dagli Zero. Nominalmente l'errore che commisero i piloti inglesi fu di dare troppa fiducia alla maneggevolezza, che in Europa aveva prodotto risultati contro i meno agili caccia tedeschi, mentre gli Zero, nel duello manovrato e possibilmente a bassa velocità, erano decisamente nel loro ambiente, persino contro gli Spitfire. Inoltre gli A6M3 erano delle macchine ancora valide e pilotate da uomini ben addestrati. In ogni caso un risultato di 7;1 contro gli spitfire fu realmente una grossa delusione, specialmente considerato che i P-40 americani, in Europa considerati di seconda qualità e in effetti nell'insieme tutt'altro che eccezionali, erano riusciti a tenere abbastanza bene contro i caccia giapponesi, anche se va detto che affrontarono gli A6M2, e prevalentemente a quote basse. Su Malta gli Spitfire non arrivarono fino al marzo 1942. La loro presenza fu notevole in quanto gli Hurricane proprio non ce la facevano a fronteggiare gli aerei che gli italo-tedeschi schieravano nel tentativo di schiacciare la resistenza dell'Isola. I primi 31 Spitfire vennero portati in zona a marzo, dalle portaerei Argus e Eagle, che li lanciarono dai loro ponti di volo, con serbatoi supplementari per raggiungere l'isola[8]. Vennero ben presto consumati nella battaglia violentissima che allora imperversava. La portaerei Wasp americana, il cui intervento era stato chiesto da Churchill dato che gli ascensori delle portaerei inglesi non erano sufficienti per uno Spitfire senza ali ripiegabili, ne lanciò altri 46 il 20 aprile ma anch'essi non ebbero miglor sorte. Allora Churchill chiese ancora un intervento: chi può dire che la Wasp non possa pungere di nuovo? E il 9 maggio la Wasp lanciò altri 60 aerei, stavolta con piloti esperti e senza i problemi meccanici riscontrati con i precedenti. In tal modo già il 10 maggio i piloti della rinata caccia maltese vantarono 14 abbattimenti contro un'unica perdita, in quello che fu per Malta quello che il 15 settembre 1940 rappresentò per l'Inghilterra: una storica svolta. Da allora numerosi altri Spitfire raggiunsero l'isola con ulteriori lanci, fino a consolidare una presenza di tutto rispetto che scoraggiò gli aerei italo-tedeschi dal continuare l'attacco. Le battaglie aeree furono violentissime, come quelle del 10 e del 15 maggio, e poi avvennero quelle in supporto dei convogli Harpoon e Pedestal durante l'estate, che riuscirono a rifornire Malta di sufficienti materiali per continuare la lotta. L'ultimo, debole tentativo di piegare l'isola avvenne d'ottobre, ma con scarso impegno e pochi mezzi. Tra le modifiche di notevole interesse vi fu anche quella che consisteva nel dotare gli Spitfire di un gigantesco serbatoio da 770 litri circa, che permetteva di volare per oltre 2.000 km e così di evitare l'attraversamento di mezzo Mediterraneo alle portaerei, troppo esposte alle insidie dell'Asse. Nel frattempo gli Spitfire arrivarono anche in Africa del Nord. Nonostante l'ingombrante filtro Vockes nel muso, si dimostrarono dei validi combattenti ed eliminarono la superiorità dei caccia avversari sui precedenti P-40 e Hurricane. Con l'Mk.V iniziarono finalmente anche le esportazioni di quantità significative di 'spit'. Tra i beneficiari meno noti le due future superpotenze, URSS e USA. Per vari motivi non vi fu molta pubblicità sulle forniture inglesi di aerei, mentre non mancò quando si trattò delle forniture americane agli inglesi, anche se obiettivamente esse erano ben più consistenti. Eppure, Mosquito e Spitfire militarono nell'USAAF e anche nell'US Navy in quantità significative. E così, dal settembre 1942 i 3 squadroni RAF di volontari USA su Spitfire (le aquile) divennero squadroni dell'USAAF. L'URSS avrebbe avuto con l'Mk.V solo un assaggio di quello che sarebbe stato l'Mk.IX. Praticamente, la difesa aerea ad alta quota, dopo l'abbandono dei poco felici caccia MiG venne sostenuta quasi totalmente dagli Mk.IX, gli unici dotati di eccellenti prestazioni e al tempo stesso sufficienti in termini numerici. Essi vennero usati spesso come caccia a quote medie e basse, specie sul fronte finlandese. Quasi nulla è noto sulla loro operatività, sebbene i cacciatori tedeschi non li abbiano frequentemente incontrati. Forse erano usati per lo più in compiti difensivi o su fronti minori. Molti esemplari vennero assegnati anche all'Aeronautica Cobelligerante Italiana (ICAF), assieme a pochi altri tipi di caccia e bombardieri. Gli italiani avrebbero potuto avere forniture più cospicue ma non vollero decidere di essere accorpati nella RAF,come già avvenuto con tanti altri piloti 'stranieri' (i quali formarono squadroni polacchi, cecoslovacchi, norvegesi etc.). Essi videro un intenso impiego nei Balcani contro obiettivi tedeschi e restarono in servizio fino all'immediato dopoguerra, quando, ormai logori, furono sostituiti da caccia più moderni, tra cui gli Spitfire Mk.IX. Nel settembre del 1941 si iniziarono invece a vedere in aria i Focke-Wulf Fw 190 tedeschi con il BMW 801, il primo motore radiale capace di rendere una macchina con tale tipo di unità motrice un avversario più che degno di quelli con motore a cilindri in linea. Dopo un lungo e penoso periodo in cui gli inglesi persero quattro caccia per ogni avversario abbattuto, per contrastare gli ultimi formidabili caccia tedeschi (Bf 109F-4 e G inclusi) fu messo a punto il Mk.IX che rappresentò nuovamente una pietra miliare e che fu prodotto in più di 5500 esemplari. Nel luglio 1942 entrò in servizio, risultando superiore nei test condotti contro i 190 catturati e fu prodotto fino alla fine della guerra.
Spitfire Mk.IX
Lo Spitfire Mk.VIII avrebbe dovuto essere quello 'definitivo', ma questo non fu mai, perché lo sviluppo di questo modello riprogettato, un poco come il Macchi C.205N, prese troppo tempo e risultò complesso. La rimotorizzazione dello Spitfire Mk.V con il Rolls-Royce Merlin 61 con compressore a due stadi, capace di erogare 1000 hp a 9.000 metri, il doppio del Merlin 45, fu un grande miglioramento. Questo avveniva soprattutto a partire dai 6.000 metri e la macchina dimostrava ad alta quota una grande superiorità sull' Mk.V.
La velocità di salita era tale da rendere possibile, per un velivolo a pieno carico (ma senza bombe), salire a 20,000 piedi in meno di 6 minuti (tali valori sono riportati con la potenza in emergenza), con collaudi in cui i tempi, a seconda della sottoversione, arrivarono persino a 4,5 minuti. La salita con potenza 'normale' e con carichi esterni era dell'ordine dei 5,5 minuti o circa 6,5 con una bomba da 227 kg. Per dare un'idea del confronto il Macchi MC.205, verosimilmente il migliore tra i caccia intercettori italiani arrivava a 6 km in circa 6 minuti, 7 se con il motore a potenza normale. Il Fiat G.55 impiegava circa 7,2 minuti e il Reggiane Re.2005 attorno ai 6,5. La maneggevolezza e la salita erano eccellenti e la tangenza salì da 11000 a 13000 metri. La differenza con l'Mk.V era marcata soprattutto ad alta quota, mentre in termini assoluti la velocità di punta saliva ad oltre 650 km/h. Con quello che era praticamente stesso motore il P-51 Mustang era capace di oltre 700 kmh, nonostante un peso molto maggiore, ma la salita, maneggevolezza, potenza di fuoco e tangenza del più leggero Spitfire Mk.IX erano superiori, con la capacità di salire a 9.000 metri in meno di 8-10 minuti contro circa 13.
Spitfire Mk.XI la versione da ‘ricognizione’: notare i due obiettivi visibili nella parte posteriore della fusoliera
L'Mx IX era certamente un velivolo di notevole successo, e mise letteralmente in ombra l'Mk.VIII. Questo entrò in produzione attorno al 1943 e venne prodotto in circa 1700 esemplari mentre l'Mk.IX venne messo in servizio già nel 1942, ottenendo subito un positivo riscontro contro i Bf-109G e soprattutto i temuti Fw 190. Il FW 190 non fu mai un bersaglio facile per nessuno, e sotto i 6.000 metri esso era ancora competitivo con l'Mk.IX, ma al di sopra la differenza di potenza dava maggiore vantaggio alla macchina inglese. Un modello da ricognizione, derivato dall'Mk.IX, era una naturale evoluzione. Già alcuni altri Spitfire erano stati attrezzati per questo compito, ma l'Mk.XI risultò il migliore. Munito solo di macchine fotografiche, serbatoi ausiliari dietro l'abitacolo per un totale di circa 900 litri, esso aveva una lunga autonomia ed eccellenti prestazioni di velocità, essendo capace di circa 675 kmh mentre in picchiata raggiunse oltre 960 km/h. Il suo curriculum operativo fu di estrema importanza per la RAF, eseguendo voli senza scorta fin sulla Germania.
Spitfire e Griffon
un una nuova unità propulsiva venne presa in considerazione in vista della necessità di rimediare al limite del Merlin, la cilindrata di 27,2 litri che divennero 36 con il nuovo motore della Rolls-Royce: il Griffon. Questo diede fin dall'inizio potenze elevate che vennero sfruttate a cominciare dal modello XII, un caccia da bassa quota molto veloce e capace di contrastare i cacciabombardieri FW 190 e persino le V-1. Ne vennero costruiti un centinaio.
Uno Spitfire Mk.XIVc esposto presso il museo di Overloon, Paesi Bassi
L'ultimo sussulto della Luftwaffe si ebbe nei primi mesi del 1945 con l'Operazione Bodenplatte, quando contando sulla sorpresa, 800 aerei variamente assortiti bombardarono e mitragliarono i campi di volo alleati causando la perdita di 200 aerei. Le perdite tedesche furono però superiori e ben 300 aerei furono distrutti dando il colpo di grazia alla forza aerea nazista. I tedeschi subirono molte perdite dalla propria contraerea, la Flak, che nessuno aveva preavvisato dell' incursione. Le ultime versioni dello Spitfire erano potenti e pesanti, con motori Griffon capaci di oltre 2.000 hp e strutture rinforzate. Essi erano oramai assai diversi in ogni dettaglio dalle macchine delle prime versioni. Nonostante questo, l'ala rimase sufficientemente grande per consentire una buona maneggevolezza, anche se oramai il combattimento impostato sulla velocità diventava l'elemento di maggiore importanza, come dimostrato dai caccia USA contro i leggeri apparecchi giapponesi di vecchia generazione. Lo Spitfire era comunque un velivolo ad elica, e la sua potenzialità non era infinita. L'avvento della propulsione a reazione costrinse tutte le forze aeree a confrontarsi con un nuovo modo di intendere il volo e il combattimento. La differenza maggiore stava nella maggiore velocità che i potenti motori a reazione offrivano, ma assieme ad un funzionamento meno affidabile e con consumi molto superiori. Nondimeno, i Gloster Meteor e i De Havilland Vampire divennero subito i caccia del futuro per la RAF. Gli Spitfire F. Mk.21 ebbero una lunga e difficile messa a punto, e la loro carriera postbellica fu stroncata, come tanti altri apparecchi, sia dalla fine delle ostilità, che tagliò gli ordinativi, che dall'avvento dei jet. I vati apparecchi che seguirono non ebbero molta fortuna e vennero prodotti in pochi esemplari. Fino allo Spitfire F Mk.24 l'ala era rimasta, per quanto rimaneggiata profondamente, sostanzialmente la stessa. Per sfruttare al meglio la potenza rinunciando a parte della maneggevolezza fu messa a punto un'ala nuova, a profilo laminare, che somigliava ad un incrocio tra quella dello Spitfire e quella del P-51, squadrata com'era, ma non di pianta perfettamente rettangolare. Lo Spiteful ebbe anche un nome diverso da quello che era oramai solo un antenato.
Con i motori Griffon e la nuova ala arrivò a quasi 800 km/h, di gran lunga il caccia a pistoni europeo più veloce, ma nonostante questo non ebbe fortuna e venne prodotto in pochi esemplari, alcuni dei quali dopo essere stati allestiti non vennero nemmeno completati o collaudati, venendo successivamente demoliti. Anche la versione navale Seafang ebbe una sorte identica. La Supermarine si avviava ad una decadenza veloce ed inesorabile, mentre proprio la Hawker che era stata messa all'angolo per via del limitato Hurricane e poi del problematico Typhoon finì per sostituirla realizzando il caccia postbellico di maggior successo, l' Hunter, che tra l'altro riprendeva vagamente la pianta ellittica delle ali ma sposata con una velatura a freccia.
Si ringrazia per la fonte di questo articolo WIKIPEDIA
Lock-On a tutti
Alfredo
06 Februar Ebbene si.... ora lo posso dire... sono tornato SINGLE... ovvero la mia moglie non c'è più. Lo scrivo perchè alcune persone come Ale, mi avevano dato per disperso....Beh.. ora sapete il xke ho disrtato sia il bellissmo forum di Modellismo piu, rinunciando persino alla gara dove mi ero iscritto con la Tyrrel P34, sia il blog che è rimasto fermo per molto, troppo tempo.... Purtroppo , la cosa è successa dopo 23 anni di matrimonio, per varie incomprensioni e cose di questo genere. Ora sto lentamente, molto lentamente tornando alla normalità, se così si puo chiamare. Le mie ragazze sono rimaste con me e la mia ex è tornata dalla sua mamma. La sola cosa positiva in tutto questo è che ci siamo lasciati in modo amichevole, se amichevole puo essere una separazione. Ho ripreso molto lentamtente a rifare i miei amati modelli, presto le foto delle prime modifiche al CL 415 e ringrazio pubblicamente Colibrì per le foto trovate in rete. Ho avuto la fortuna di avere vicino sia Monica, la ragazza con la quale canto, sia Michela, una mia amica di Livorno che mi stanno dando coraggio...e vi garantisco che non è come qualche maligno puo pensare. Giancarlo , anche lui mi sta vicino e pure Cristiano, un mio carissimo amico che a casusa el lavoro, non vedo spesso... ma so che c'è e questo è quello che conta. Non è bello, a 47 anni ritrovarsi solo, ma se non funziona, non funziona. Bene ... ora sapete come mai ho " disertato" tutto e tutti in questo periodo ma come diceva un signore che e' morto... The show must go on... E io ora ho altre responsabilità. Troverete magari meno articoli su questo blog, causa il perdersi come è giusto che sia con Alba la mia mamma Elena e Arianna le mie ragazze. Ora ho loro e Dopo loro arriveranno i modelli la ciano e il plasticard..... Scusate lo sfogo ma siccome qualcuno aveva chiesto il perchè e ero sparito... beh.. ora avete la risposta
Lock -On a tutti 
Alfredo... di nuovo single 29 Januar No.. la rima non è quella che pensate... dunque.. riguarda si e no il modellismo, infatti tramite un amico e collega di lavoro mi sonoiscrito e ho cominciato a giocare al gioco Wing of War della Nexus...E' un gioco, organizzato dalla Ludolega Lucchese dove ci si scontra in combattimenti tra velivoli della 1° guerra moniale, quindi Fokker Dr1 Spa Nieuport in tutte le salse e chi piu ne ha piu ne metta. Il gioco è molto realistico,infatti gli aerei sono delle vere e proprie miniature gia colorate e assembtale ma ci sono dei pazzi scatenati ( uno sono io) che li personalizzano. le carte poi sono deicate a ogni velivolo e riproducono le caratteristiche e l'inviluppo di volo ei velivoli stessi. Ok.. breve dissertazione ..per maggiori info il sito è questo.
questo invece il sito di Luolega Lucchese dove sono iscritto
20 Januar Ok ... eccomi a parlare non di modelli ma di altre cose. Come sapete questo è un blog tematico o quasi, ovvero dedicato al moellismo e in parte alla Formula 1 e al Motomondiale, altre 2 cose che adoro.
C'è però una mia grande passione oltre il moellismo ovvero la musica. Infatti sono oltre 10 anni che suono e canto in tutta la Piana Lucchese, compresa la Mediavalle e la Garfagnana. Ma andiamo per gradi. Circa 7 anni fa conobbi Monica, la mia attuale compagna musicale, e decidemmo, dopo poco tempo passato in un orchersta composta i 5 elementi di fare a soli. ovvero io e lei. Il nostro sodalizio, conosciuto come Monica Band , dura ormai da oltre 5 anni e in questo periodo siamo cresciuti parecchio sotto il punto di vista professionale, specialmente Monica che 3 anni fa, con l'aiuto di alcuni amici e grazie anche al supporto del nostro agente, Graziano Albanese, fece debuttare la Prima Eizione del Concorso Canoro "L'Emozione di una voce". svoltasi nel Teatro Comunale di Valdottavo.
Fu un vero successo, tant'è vero che il Dottor Poggi, l' allora (e tuttora in carica) Sindaco di Borgo a Mozzano, la incitò pubblicamente a continuare il suo progetto. Monica non se lo fece ripetere e coinvolse tutti, me compreso, sin dalla prima edizione. Ora siamo giunti alla 4° edizione, sempre con un numero crescente di partecipanti, basti pensare che alle eliminatorie della scorsa edizione si presentarono 45 concorrenti! Per una cosa nata in un piccolo paese, e con le sole forze di poche persone non è male, anche perchè il Concorso Canoro è diventato orami NAZIONALE!!!. Monica. oltretutto è anche brava con il PC e ha creato con le proprie mani il Blog che publicizza l'evento che coinvolge il paese i Vadottavo. il link è http://lemozionediunavoce.spaces.live.com . In questo blog tematico, potrete trovare la storia delle passate edizioni del Concorso Canoro L'Emozione di una voce, con le foto dei partecipanti delle passate edizioni e i trafiletti dei giornali che ci hanno pubblicizzato.
Ho scritto questo articolo per far vedere il blog creato da Monica, e contribuirea rendere amggormente visibile iil blog stesso. per chi poi fosse interessato alla cosa, nel blog troverà tutti il necessario per iscriversi e partecipare così alla 4° edizione del concorso stesso
Lock-on a tutti
Alfredo 27 Dezember Come direbbe un certo Giorgio.. "che Natale sei non seo lo stesso..per chi è solo come me è una festa a metà".. momento di legittima tristezza causa problemi personali..la vita è così..vabbhe bando alla tristezza... chi mi conosce e leggerà il blog capirà e sa xke....
Ok sul tavolo, finito il 339 e consegnato -chi lo ha avuto in regalo faceva le capriole- ho iniziato un modello un po controcorrente ovvero il Canadair (Bombardier) Cl 415 della Heller. Non ho riscontri di altri kit di questo particolare velivolo, ma non mi sembra malaccio...è pannellato in negativo e rivettato in positivo, penso gia a quando dovrò carteggiarlo...AIUTOOOOOOOO. Ok dopo aver scaricato svariate foto dalla Rete (che se non ci fosse andrebbe inventata), e avr deciso di rifare gli interni, tanto per cambiare, ho iniziato con il prendere in mano il seghetto (sempre lui, il mio X-Acto), ho iniziato tagliando e rifacendo il portello di accessoalla cabina di pilotaggio. Premetto che il kit francese ha le decals...francesi ( ehhh la Grandeur...) ma per fortuna qualche anima pia ha ben pensato di mettere in commercio le decals per "italianizzare" il rude bimotore. Quindi il primo passo delle modifiche (abbastanza numerose) è stato rifare totalmente in plasticard il portello in questione. Giancarlo -sempre lui- è rimasto un attimino sconcertato dalla costruzione del piccolo dettaglio....cose che capitano, specialmente quando due "delinquenti" come noi 2 si mettono di brutto a fare dei disastri, tipo il Fairchild C 119 che il sig Pieri ha terminato da poco e che ha trasformato in un vero capolavoro. Quindi le modifiche saranno. portellone di accesso, gli interni ovvero cabina di pilotaggio ecc e la modifica in esemplare italiano. Spero di finire quanto prima il "troccolo" come amichevolmente Giancarlo chiama il bimotore, perchè i prossimi kit in ballottaggio sono: il Focke Wulf FW 200 Condor della Revell, un kit indegno per quanto riguarda il rapporto prezzo/qualità, il Breguet Atlantic sempre Revell, o il mitico e quasi introvabile Bae Nimrod della Airfix. A proposito di quest' ultima: essendo un modellista di lunghissimo corso, e avando motato il montabile della mitica Ditta british,vorrei sapere cosa ci fanno i pilotini dentro un aereo! Se fuori è stupendo e ha le superfici gia tagliate per essere riposizionate, vorrei sapere come mai Mamma Airfix si ostina tenacemente a fare gli interni dei propri kit come 20 anni fa..... boh?!!?!? Misteri della Casa inglese che è come l'Araba Fenice... che muore e risorge dalle proprie ceneri. V beh, presto le foto delle modifiche e del passo passo del Canadair
Lock-on a tutti. Alfredo  12 September Beh... vorrei, dato che ho appena ricominciato dopo la pausa estiva (faccio kit prevalentemente d' inverno), vorrei fare una autoanalisi, un po sulla falsariga di Alessandro.
Dunque... inizia a fare modelli nel lontanissimo 1969 e con un kit della Hawk.. il mitico Ryan di Charles Lindbergh scala 1/72 e montato con il Bostik!!!. Fu l'inizio di una serie di modelli (tutti Airfix) montati e basta dei quali non conservo quasi nulla a parte un Albatros D V e un Fokker DR1. Poi i quadrimotori li ho fatti tutti a parte il B 24 Liberator e il Lacanster che ho fatto solo lo scorso anno e della Hasegawa. Il mio discorso però è un altro. Io di scatole non ne ho molte, mi reputo un modellista un po controcorrente ma non perchè ho solo 70 scatole da fare ma per quanto riguarda i soggetti. Non amo i jet moderni, ma adoro il Phantom il Tornado e il nostro Spillone, ho un SU 27 Flanker in 48 Academy e uno stupendo F 14 sempre in 48 della Hase. con aggiuntivi Verlinden. Faccio prevalentemente aerei II G.M. a elica, a parte un 262 in 48 della Trimaster e uno in 72 di una ditta dell'Est che nn ricordo. Faccio qualche sporadica auto e qualche figurino femminile, per "staccare" un pò dalla monotonia. Direte... Ma che ci vuoi dire? nulla.. solo i miei pensieri. Io credo che il modellismo sia passione, passatempo e divertimento. Non si dovrebbe, credo, sputare sangue e disperarsi se un modello viene male, modificare tutto e tutti ad ogni costo... io sto facendo il 339 da scatola le uniche modifiche i tubi freno e le manette del gas... per contro il Lancaster che ho fatto lo scorso anno ha avuto modifiche davvero profonde. Vorrei dare un messaggio, specialmente ai giovani ragazzi che si affacciano a questo stupendo hobby. Andate con calma, trovate il vostro ritmo produttivo e non strafate. Accettate i consigli di chi ne sa piu di voi (beninteso quelli giusti e non le ca.....te). Pensate che siete giovani e che magari qualche ragazza potrà interrompere (non vi preoccupate...lo deve fà) la vostra carriera di modellista. Trovate insomma una vostra dimensione che vi permetta di godere delle vostre creature quando lasceranno il tavolo una volta terminate, e se magari un filo di "silvering" avrà deturpato un ala, o se una piccola parte nn è venuta come volevate... Pazienza!. io quando un modello non rende come deve, lascio il tavolo qualche giorno, cerco l'ispirazione e ne faccio un altro. Dove è il problema? se mi criticano e so che ho sbagliato, ok no problem...quindi io credo che l'importante sia divertirsi, uscire con gli amici e le amiche (vale per i giovani e per chi è fidanzato, ma vale anche per i vecchietti come me), stare in compagnia e passare parte, dico parte, del tempo costruendo i nosri capolavori. Quindi... DIVERTITEVI quando fate modellismo. Non prendete ogni kit come una sfida. Magari se decidete di fare un kit da concorso, fate una cosa che io faccio sempre. Mi guardo dentro, mi chiedo cosa voglio fare del modello che ho tra le mani e che risultato voglio ottenere. E in base a questo vedo il da farsi. Io faccio in media 4/5 kit l'anno e magari da gara neanche uno.....ma poi, mi succede che magari non volendo, mi esce un modello stupendo tipo il Nieuport del film Flyboys che è stato da me recensito su queste pagine. Amici che lo hanno visto sono rimasti a bocca aperta! E pensare che l'ho fatto da scatola e ho aggiutno solo picole modifiche, ma vuoi la pulizia del montaggio, vuoi il soggetto è venuto fuori un piccolo capolavoro
Ok quindi ragazzi sopratutto divertitevi!
Lock-on a tutti 
Alfredo
Ok rieccomi a parlare del kit FREMS sul Macchino nazionale e nella fattispecie sul solista delle nostre amatissime Frecce (alla faccia di chi voleva far chiudere la P.A.N. il nostro ORGOGLIO NAZIONALE...) Ok .. dopo aver assemblato il modello ho dato il fondo e dato che Olida ( evviva la Signora Pisani.... ne sai a pacchi) ha ristrutturato il negozio e portato cose carine, ho fatto un po di esperimenti. Infatti le uniche due stuccature (che sono venute fuori piu a causa della fretta che dei difetti del kit, che reputo come accoppiamenti favoloso), sono nelle tip alari e nel cono di coda del reattore. Ho usato il Contour della Testor che Olida ha preso e fatto provare insieme allo Stucco bianco Tamiya. Il Contour è spettacolare, infatti conn un piccolo filo di stucco ho accuratamente chiuso i piccoli difeti di accoppiamento. Il 339 sta venendo da Dio e sto pensando, dato che le decals hanno preso un po di giallo, di verniciare le varie decorazioni che abbelliscono e rendono unico il nsotro agile addestratore. Vorrei, dato che ci sono, fare un pararllelo tra la nostra pattuglia e i Blue angels. Il ostro Pony 10, dato anche alle caratteristiche di volo del 339, fa una figura chiamata Lomcevak e chiude con una scampanata. I Blue Angels (bravissimi anche loro) per fare ciò hanno un Pitts Special S, dato che il loro F/A 18 Super Hornet non permette loro una figura del genere. Io ho sentito un po di gente e sembra che la figura che fa Pony 10 sia realizzabile SOLO con il nostro 339. Sene sapete qualcosa piu che di me fatemi sapere grassie
Bene , tornando a noi. dopo aver carteggiato ( moooolto poco) il kit, ho dato la canonica mano di stucco spray Tamiya per far risaltare le imperfezioni.... beh credeteci... il kit è da verniciare! Lodi alla FREMS per il suo kit dal quale mi separerò ben volentieri sapendo che finirà in ottime mani 
Ok alla prossima per gli sviluppi del bel 339.
aggiungo delle foto delle nostre Frecce, così per gradire
e ringrazio il "Club Frecce Tricolori" per il materiale
Lock -On a tuttib 
Alfredo
La scampanata
Pony 10 a bassissima quota
Il sorriso del nostro.... 03 September Dopo parecchio tempo, causa impegni musicali (ho il sospetto di farne troppe....  ) ho iniziato la costruzione del Macchi Mb 339 PAN "Pony 10" che regalerò a una persona ame cara per il suo compleanno.
Ok brevissima premessa e passiamo al modelo. Il Kit è il noto Frems che con i suoi pregi e difetti (pochissimi) è forse il miglior "Macchino" in circolazionae in 1/48. Ho gia finito praticamente tutto il cockpit e devo dire che i segiolini e le consoles, non chè i pannelli non sono male, poi costruendolo praticamente da scatola, a parte poche aggiunte (manette della turbina e cinture di sicurezza non chè i vari tubi dei carrelli), il kit cattura bene lòa sagoma del bel monoreattore nostrano.Ho agito come sempre... seggiolini , da assemblare in quanto sono un piccolo kit nel kit e ho aggiutno, dato che c'è gia il posto il cannone di sparo, ho poi aggiunto le cinture e i lacci di ritegno blu nell'abitacolo anteriore e posterioree verniciato i pannelli strumento e le consoles dopo una bella passata ( leggera... i nostri 339 PAN sono molto curati) di Silver sugli spigoli ho montato il tutto e accoppiato le fusoliere dopo aver montato i pozzetti carrello scarico turbina e aerofreno ventrale e aggiunto circa 20 grammi di zavorar nel muso per non far sedere il modello unavolta sul suo dispersal. La Frems consiglia 5 grammi ma dato che il posto c'è... abbondiamo vai che è meglio. Per ora sono a questo punto, e nel prox week end passerò alle ali... il 14 ottobre è vicino....  19 August
Ok... mi ritrovo anche su questo blog a parlare di MotoGp.
Si lo so è un blog tematico, non si dovrebbe, ma è la mia passione insieme alla F 1 quindi...Volevo fare un po di considerazioni sulla gara di Brno su tutte le cilindrate. Partiamo quindi dalla 125 dove ormai è gia fin troppo tempo che non abbiamo piu piloti nostrani ad occupare la prima fila. Si ci sono dei manici niente male ma purtroppo non siamo piu ai livelli di qualche anno fa quando gli spagnoli se ne stavano nelle file dietro...ora tra i piloti spagnoli e quelli dell'Est (per carità bravissimi e meritevoli) noi ci ritroviamo con i piloti italiani a lumicino.....ma spingere dei giovani promettenti a fare delle gare no eh? anche perchè il Dottore non è eterno e dopo, anche in Gp ci si ritrova nelle peste. Va bene ci sono Dovizioso e De angelis, ok... un promettentissimo Superpippo Simoncelli che se andrà in Gp (e spero presto) farà delle belle cose, un Melandri , suo malgrdo costretto a guidare uno Ducati fatta su misura per un altro, un Capirossi indomito e indomabile (grande piccolo Loris....) ma.....Dopo? Io credo che se la FMI non si da una sonora sveglia non avremmo piu neanche voce in capitolo con i signori della Dorna...Vabhe... era una parentesi. Dunque 125...a noi ormai toccano le briciole eppure Corsi e De Rosa nn sono due pirla anzi....vanno forte e sono bravi ma ora come ora tra Talmacsi e compagnia bella ce le suonano di santa ragione,, Pazienza... speriamo che Corsi che è sempre li in lotta per il Mondiale abbia d'ora in poi meno problemi e vada piu forte. 250... Marcone l'ha fatta grossa infatti era incazzato nero...da probabile primo a terzo.....che sfiga... cmq la moto che ha ora -ufficiale- lo fa andare davvero forte e mi chiedo: ma perchè non gliela hanno data 2Gp prima? Simoncelli nn deve dimostrare nulla ... andava fortissimo in 125 costretto a rimonte da paura causa stazza del pilota stesso (infatti sulle piccole 125 ce lo pigiavano dentro la carena) e solo dopo un po di grae ha avuto la moto ufficiale....beh lato positivo ci è subito andato fortissimo e ha fatto vedere di che pasta è fatto. Peccato per domenica cmq ha guadagnato altri punti su Kallio. Se poi qualcuno ha visto le prove della 250 il sabato... beh... sul bagnato era un aliscafo! Quindi maturazione del ragazzo e badilate di gas sulla manetta. Ok passiamo alla classe regina. Intanto un doveroso omaggio a Capirossi perchè è il pilota con piu gare all'attivo, e tra fratture e botte varie è sempre li che se gli danno una moto che nulla nulla è decente la sua bella e porca figura la fa sempre. Peccato per Marchino Melandri che sta guidando una Ducati che non riesce a mettere a posto... peccato.. sarebbe stato un bel binomio se avesse funzionato. la Hrc.... secondo ultimamente fumano della roba niente male o si fanno in vena....Hayden si è rotto e Pedrosa non è messo meglio. La cosa che sconcerta è che hanno corso Solo con Pedrosa. nei box girava una malignità... che forse forse.. dunque. La Hrc aveva chiesto al vecchietto (38 anni se nn sbaglio) Carlos Checa di correre al posto di Hayden. Va detto che pochi giorni prima della Gp Checa aveva stravinto la 8 ore di Motegi, che per gli uomini Honda se nn equivale a un Mondiale ci manca poco. Ora... immaginate: Checa arriva, Pedrosa non è in codizioni ottimali, e lo bastona di santa ragione. Domanda: la credibilità di Pedrosa dove sarebbe andata a finire? Ma di questo e dei giovani piloti ne parleremo in fondo. Vale e Stoner... io credo un cosa.. era una mia idea ma poi l'hanno detta a anche a Fuorigiri e l'ha detta una persona (Carletto Pernat) che di uomini e moto ne sa...Secondo me Stoner arrivando dietro al Dottore a Laguna Seca, ha accusato il colpo, mi spiego meglio. Laguna è sempre stata una pistaccia per Valentino e credo che tutti o quasi non pensavano che potesse vincere. Invece ha dimostrato a tutti che si poteva fare e lo ha fatto. Io credo che tutto ciò abbia dato una spaventosa iniezione di fiducia (e cattiveria) a Rossi e abbia dato una grossa botta nel morale a Stoner... basta sentire i commenti del post Laguna. Va inoltre detto che Rossi è un rullo compressore, infatti ha demolito mentalmente Biaggi e Sete Gibernau. Stoner è piu tosto, ma credo stia facendo la solita operazione anche con lui. Non c'è peggio cosa per un pilota trovarsi dietro un Valentino in forma fisica ma sopratutto mentale.e chi ha letto la sua biografia sa di cosa parlo. Quello quando chiude la visiera e spegne gli interrutori non ce ne è per nessuno. La caduta di Stoner, secondo me, è frutto di una concausa di errori. Il primo la messa a punto della moto A Livio Suppo è scappato detto che Stoner nojn aveva il feeling giusto con l'anteriore e questo quando si guidano bestie da oltre 200 hp nn è tanto bello. Poi va detto che Casey ha cominciato a tirare da subito per scrollarsi Vale di dosso e in parte ce l'aveva quasi fatta, solo che nel giro fatale, anzi il giro precedente aveva perso 3 decimi... e quando il tuo vantaggio che hai costruito, tirando come una bestia è di poco piu di un secondo... beh nn fa un bell' effetto. terza ipotesi.. la pressione. Come detto prima Vale è un maestro a mettere sotto pressione gli avversari quindi...io credo che Stoner abbia accusato Laguna Seca e come vede dietro il Dottore siano volatili per diabetici. Sta di fatto che a 6 gare dalla fine i punti sono 50 e alle mani di un Valentino in stato di grazia non sono pochi. Va però detto anche che Stoner nn mollerà certo come un Biaggie un Gibernau...infatti il Numero 1 sulla carena ora come ora lo ha lui....quindi... vedremo nelle prossime gare come finirà. Due parole sui "fenomeni" Lorenzo Pedrosa e Stoner. Dei tre il piu solido è senza dubbio Casey, supportato anche da una Ducati che è un fulmine di guerra. Pedrosa appoggiato da un team manager che secondo me se sbaglia lo impala, sta facendo vedere quello che è : un buon pilota ma non in grado di impensierire, almeno per ora, gente del calibro di Stoner e Rossi. Lorenzo sembrava che dovesse vincere il mondiale subito invece... si è rotto a ripetizione. Dispiace ma d'altronde quando l'aspettativa è alta le cazzate si fanno eccome. La Gp non è un 250... ci sono qualche decina di cavallini in piu e quando apri.....ha voglia di elettronica salva cadute (io la abolirei)! ma il gas è il gas. e quando lo dai troppo presto gli higside sono sempre in agguato come pure i lunghi e le scivolate...veder Lorenzo in questo periodo sembrava di vedere Stoner in 250 quando lo chiamvano Rollig Stoner. Ora in vece il forte pilota australiano non sbaglia nulla o quasi.. e anche con 50 punti di differenza è da temere. Sempre
Ciao a tutti Alfredo
Qui il link al sito ufficiale della Moto GP
24 Juni Finalmente ho rifatto il mio pc e nell'arco di 3 mesi mi sono fatto due bei regali ( del quale è felicissima anche aun altra persona che poi vi spiegherò)
Dunque con i miei risprmi mi sono rifatto di sanapaianta tutto il tower del pc..ora vi spiego quello che Mauro ( un grande del pc) ci ha messo dentro. Case Cooler master Elite tutto Nero lucido, scheda madre Asus P5k pro, scheda video ?nvidia Ge force 8500 Gt da 1 giga di RAM, 3 giga di RAM a 1033 e dulcis in fundo processore Intel Quad core duo a 2,4 giga poi Hd da 160 Giga collegato con l'ultimo tipo di connessione ( ora mi sfugge il nome)della Maxtor e ho conservato l hd da 320 della Seagate, poi ho un hd esterno da 100 e uno da 500 della Lacie.....che ve nepare? direi non male... e questo è uno. L'altro regalo che mi sono fatto e che ho fatto anche a Monica, la mia cantante è l'impianto voci nuovo ovvero Casse Montarbo da 400 watt rms biamplificate e mixer Sound craft con effettiera lexicon incorportata Inutile dire che suona da Dio.........
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